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Tasting

Acidità volatile

L'acidità volatile (AV) indica gli acidi volatili nel vino, principalmente l'acido acetico. A basse dosi contribuisce alla complessità aromatica; in eccesso produce odori di aceto e acetone, segnalando un difetto.

Cos'è l'acidità volatile

L'acidità volatile (AV) comprende gli acidi volatili presenti nel vino, principalmente l'acido acetico. In piccole quantità contribuisce alla complessità aromatica. In eccesso produce sentori sgradevoli di aceto e acetato di etile (smalto per unghie), compromettendo la qualità del vino.

Cause dell'acidità volatile

L'acido acetico è prodotto principalmente dai batteri acetici (Acetobacter) in presenza di ossigeno. Eccessiva esposizione all'aria, insufficiente gestione dei solfiti, alte temperature di fermentazione e scarsa igiene in cantina sono fattori di rischio. Anche il Brettanomyces può contribuire alla produzione di AV.

Limiti e tolleranza

La normativa UE fissa il limite a 1,2 g/L per i rossi e 1,08 g/L per bianchi e rosati. Sotto 0,6 g/L l'AV è generalmente impercettibile. Alcuni produttori naturali accettano intenzionalmente livelli più elevati, un punto controverso nel dibattito sulla qualità del vino naturale.